Ma Israele afferma che intensificherà le operazioni
È stata estesa al 6 aprile la sospensione degli attacchi statunitensi contro le infrastrutture energetiche iraniane, come annunciato dal presidente Donald Trump. Una decisione che fa presagire un dialogo tra le parti, nonostante gli “stop and go” e le smentite, almeno di facciata. Il regime iraniano, in questi giorni, ha ripetuto di avere respinto le proposte provenienti da Washington, compreso il piano in 15 punti inviato dall’amministrazione Usa. A ogni modo Trump ha riferito su Truth che i colloqui con la controparte iraniana stanno procedendo «molto bene», ma ha anche esortato Teheran a negoziare «prima che sia troppo tardi». La guerra, però, di fatto prosegue. E alla decisione Usa, segue quella di Israele di intensificare le azioni militari. Ad annunciato il ministro della Difesa, Israel Katz, a causa dei missili contro la popolazione civile che continuano a essere lanciati dall’Iran. Come riportato dal New York Times, venerdì l’esercito israeliano ha reso noto di aver colpito nella notte altri obiettivi a Teheran e nell’Iran occidentale, tra cui siti coinvolti nella produzione di missili balistici. Israele ha poi affermato di aver condotto un’operazione contro il «principale impianto iraniano per la produzione di missili e mine marine» nella città di Yazd, anche se in questo caso non è stato specificato quando. In Kuwait l’autorità portuale ha comunicato che il porto di Shuwaikh, vicino a Kuwait City (considerato il più importante porto commerciale del paese), è stato attaccato da un «drone ostile», provocando danni materiali.