Così il presidente del Senato in un’intervista al Corriere della Sera: «Immagine Meloni può uscire rafforzata». Al premier l’interim del Turismo
«Assorbire la sconfitta e ripartire con il nostro programma». Questo il suggerimento che arriva dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, in un’intervista al Corriere della Sera, secondo il quale il consenso nei confronti del governo rimane «solidissimo». Ed è proprio di ripartenza che si può parlare in queste ore. Non di rimpasti, semmai di un rilancio dell’azione di governo. La vittoria del “no” al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia non scalfisce quello che è il percorso dell’esecutivo, nel contesto, oltretutto, di uno scenario internazionale dai contorni sempre più incerti, cui l’Italia ha saputo rispondere di volta in volta con una riconosciuta autorevolezza. Ed è anche in questa prospettiva di rinnovamento che vanno letti i cambiamenti avvenuti negli ultimi giorni. Alcuni relativi allo stesso governo, altri più interni ad alcune forze di maggioranza. Ieri il premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «per proporre l’assunzione dell’interim del ministero del Turismo» a seguito delle dimissioni di Daniela Santanchè e in attesa di una nuova nomina al dicastero. «Il presidente Meloni rivolge un ringraziamento al ministro Santanchè, che in questi anni ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano. Il governo continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia», si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi dopo la telefonata tra Meloni e Mattarella. La convinzione di La Russa, emerge ancora nell’intervista al Corriere della Sera, è che la sconfitta al referendum «alla fine farà bene» a Meloni perché «sicuramente la sua immagine ne può uscire rafforzata», cioè l’immagine di un leader che «porta avanti una battaglia anche se non è quella di bandiera del proprio partito ma di un altro della coalizione, rispetta il programma presentato agli elettori che prevedeva anche la riforma della giustizia, e lotta e si spende in prima persona». Intanto, dal Parlamento europeo è arrivato ieri il via libera alle nuove regole sui rimpatri. «Una linea che l’Italia ha sostenuto con forza», ha ricordato Meloni sui social, «un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all’Europa una politica migratoria finalmente più credibile».