Risultato soprattutto dai beni strumentali

A febbraio l’istituto nazionale di statistica ha registrato un forte aumento delle esportazioni italiane verso i paesi al di fuori dell’Unione europea. L’indice, infatti, è salito dell’8,5% (più dell’import, che riporta un +4,9%), riflettendo soprattutto le vendite di beni strumentali (+11,1%) e in particolare il comporto legato ai mezzi per la navigazione marittima. Bene anche le esportazioni di beni intermedi (+4,9%) e beni di consumo non durevoli (+1,2%) mentre risultano in calo quelle di energia (-13,8%) e di beni di consumo durevoli (-0,6%). Andamento simile è stato registrato anche a livello trimestrale, con le esportazioni salite dell’1,8% rispetto al periodo settembre-novembre. In questo caso l’indicatore è stato sostenuto alle maggiori vendite di beni intermedi (+8,5%) e beni strumentali (+1,1%). AL contrario, le importazioni sono scese dello 0,6%, soffrendo in particolar modo il risultato dei beni di consumo durevoli, i cui acquisti dall’estero sono scesi del 6,6%. Bene anche il confronto tendenziale: a febbraio l’export è cresciuto su base annua del 2,5% (a gennaio era diminuito del 5,5%), riflettendo l’aumento delle vendite di beni intermedi (+20,5%) e strumentali (+3,0%). L’import ha registrato una lieve flessione (-0,4%), dovuta soprattutto al calo degli acquisti di energia (-30,5%), che ha compensato l’aumento degli altri beni, in particolare i non durevoli (+22,4%). L’avanzo commerciale è salito a 5,529 miliardi, contro i 4.827 miliardi dello stesso mese del 2025.