Ieri le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi. Nordio: «Non è previsto che il ministro della Giustizia si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum di questo tipo»

Colpi di scena permettendo, è stata intanto calendarizzata per lunedì 30 marzo alla Camera la mozione di sfiducia delle opposizioni nei confronti del ministro del Turismo, Daniela Santanchè. Che al momento non sembra in procinto di cambiare idea riguardo la possibilità di un passo indietro, nonostante le richieste del premier Giorgia Meloni e le pressioni in questo senso che, soprattutto nelle ultime ore, sono aumentate all’interno dello stesso partito Fratelli d’Italia. Nella serata di ieri sono arrivate le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, nelle ultime settimane al centro di polemiche politiche. Decisioni, entrambe, maturate l’indomani dell’esito elettorale del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. «Il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè», si poteva leggere in una nota di Palazzo Chigi diffusa dopo gli annunci delle dimissioni. Durante il question time alla Camera, il guardasigilli Carlo Nordio ha invece chiarito che «non è previsto in nessun ordinamento che il ministro della Giustizia si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum di questo tipo. La fiducia – ha quindi aggiunto – è già stata confermata dal governo e in prima persona dal presidente Consiglio».