L’effetto spinta derivante dalle agevolazioni introdotte con la legge di bilancio
Continua a crescere il numero dei contratti collettivi di produttività e welfare depositati presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L’ultimo report, appena pubblicato, è aggiornato alla metà di marzo. Rispetto al precedente, i contratti collettivi vigenti sono aumentati di 700 unità, cosa che ha permesso di superare di slancio la soglia delle 10mila unità (per la precisione, sono 10.314 i contratti collettivi vigenti). Il premio medio annuo è di 1.761 euro. Nello specifico, ricordato che le parti possono indicare più finalità, l’incremento degli obiettivi di produttività è l’oggetto di 8.352 accordi, mentre in 6.773 casi si prevedono delle misure di welfare. Sono, invece, circa mille gli accordi che prevedono piani di partecipazione. A tal proposito, si ricorda che da qualche settimana è possibile inoltrare alla Commissione nazionale presso il Cnel gli accordi collettivi di partecipazione, ai sensi della legge 76/2025 che prevede quattro diverse tipologie. Tornando agli accordi di produttività, la legge di bilancio per l’anno in corso ha reso ancora più vantaggiosa la sottoscrizione degli stessi. L’aliquota sostitutiva scende all’1%, mentre la quota di reddito detassato passa da 3mila a 5mila euro. L’obiettivo dichiarato è quello di provare a diffondere la contrattazione anche nelle piccole e medie imprese, superando così anche il forte gap territoriale.