Riforma della giustizia mancata, alcune possibili cause
Sappiamo com’è andata: al referendum sulla giustizia il “No” ha vinto con il 53,2%. II “Sì” è rimasto al 46,8% ed è giusto ricordare che “La Meta Serale” si è schierata apertamente in tal senso. Dunque, riforma bocciata. Importante il dato dell’affluenza che è stato pari al 58,9%, cioè 9 punti in più delle europee. Così anche l’affluenza dei giovani alle urne: 61% tra 18 e 34 anni. Il “Sì” ha vinto in Lombardia e nel Nord Est, mentre è Napoli a segnare il record di “No” con il 75,5%.
I dati dicono anche che quello sulla giustizia, tutt’altro che un fallimento, nel senso che il tema era ed è molto sentito dagli italiani, è il secondo referendum costituzionale più partecipato della storia repubblicana dopo il voto sulla legge Boschi-Renzi, che portò ai seggi il 65,5% degli aventi diritto. La consultazione di ieri ha superato di oltre 7 punti persino il taglio dei parlamentari del 2020. Una affluenza più da politiche (al 63,9% nel 2022) che da consultazione referendaria.
A vantaggio del “No” è andata la semplificazione di una propaganda che ha usato la sollecitazione della paura relativa a antichi e nuovi spettri. Marco Taradash, oggi giornalista e già parlamentare del Partito Radicale, assertore della separazione delle carriere fin dai tempi del processo Tortora, sostiene e scrive su “Linkiesta” che «il voto ha seguito logiche estranee al contenuto del quesito referendario. L’opposizione ha costruito una narrazione allarmistica, il governo ha scelto una linea identitaria».
Il padre della riforma, il Guardasigilli Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera, infatti afferma: «Penso ci sia stata una difficoltà di comunicazione su un tema complesso. Noi abbiamo provato a spiegare con parole semplici, ma non siamo riusciti a fugare la paura che venisse “scassata la Costituzione”». Rispondendo alla domanda, «Non era un pericolo da temere?», risponde: «Sì, però è falso. È già stata cambiata più volte (la Costituzione, ndr). Ma è un tema sul quale si registra sempre una difficoltà ad accogliere il nuovo». Sul perché non sia stato accolto neanche un emendamento dell’opposizione alla riforma, Nordio spiega: «In realtà non ne hanno mai presentato uno accettabile. Hanno sempre detto se volete discutere prima ritirate la proposta di legge. Così l’Anm, che ha subito decretato lo sciopero». Da un commento a caldo su Facebook (“Urne da paura”), Marcello Veneziani porta una sua suggestiva argomentazione: «Ha prevalso il clima di sfiducia, una diffusa paura indotta dalle guerre e dai loro effetti. Quando si è insicuri, spaesati, si resta fermi, non si cambia. E la gente ha preferito restare dove sta, temendo ogni spostamento». Avvisando anche che: «Il voto è mobile, qual piuma al vento, tenetelo presente…».