Ma Teheran nega l’esistenza di colloqui tra le parti

Spiragli di pace in Medio Oriente? Dalle parole di Donald Trump, forse una speranza c’è. Di sicuro, per il momento, è previsto che nelle prossime ore si verifichi un’interruzione degli attacchi contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche. «Negli ultimi due giorni – ha scritto il presidente statunitense su Truth –, gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto conversazioni molto positive e produttive riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente. Ho dato istruzioni di rinviare di cinque giorni qualsiasi raid contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche». La notizia arriva dopo che lo stesso Trump aveva minacciato raid contro le centrali elettriche, se lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto a stretto giro, anche se Teheran, riferiscono i media internazionali, nega che ci sia stato un colloquio tra le parti. La Russia si era espressa nelle ultime ore contro la possibilità di raid contro i siti nucleari. «Consideriamo gli attacchi contro impianti nucleari potenzialmente estremamente pericolosi e in grado di provocare conseguenze irreparabili. Per questo motivo, la parte russa, assumendo una posizione di grande responsabilità su questo tema, ha ripetutamente espresso le proprie preoccupazioni», ha affermato al riguardo il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe. Oggi i media iraniani hanno inoltre riferito di massicci attacchi su Teheran. Contestualmente, si sono registrate nuove operazioni delle forze israeliane in Libano contro le postazioni di Hezbollah.