La “mossa” di Poste su Tim. Lo Stato sarebbe l’azionista di maggioranza
C’è un gran movimento nel settore delle Telecomunicazioni. Ieri Poste Italiane ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia, che è a tutt’oggi, nonostante la concorrenza, la principale o, comunque, centrale azienda italiana di telecomunicazioni, attiva nella telefonia fissa, mobile, internet e servizi digitali. Obiettivo principale dell’operazione è dare vita ad un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Il nuovo, eventuale, Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti. “PosTim” e sarebbe un operatore di riferimento nel mercato delle telecomunicazioni italiano con oltre 24 milioni di clienti nella telefonia mobile (19 di Tim e 5 di Poste Mobile). Per Poste l’operazione risulta «altamente attraente» per gli azionisti e «strategica» per il sistema Paese: «Il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale», ha dichiarato l’Ad, Matteo Del Fante. D’altronde, Poste ha già il 25% del capitale Tim, risultando primo azionista della società, e quindi adesso punta a creare una piattaforma unica nel suo genere: ricavi aggregati stimati in 26,9 miliardi di euro, ebitda di 4,8 miliardi e oltre 150 mila dipendenti. Al termine dell’operazione, considerando anche la quota di Cassa depositi e presiti, lo Stato italiano manterrà una partecipazione di maggioranza assoluta (oltre il 50%). Niente male. Oggi si riunisce il Cda di Tim per avviare il processo di valutazione dell’offerta. In dettaglio, il corrispettivo offerto è di 0,635 euro per ogni azione Tim, composto da 0,167 euro in contanti e 0,0218 in azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. Questo valore incorpora un premio del 9,01% rispetto alla chiusura di venerdì scorso del titolo Tim. L’offerta è finalizzata al delisting di Tim da Piazza Affari e al perfezionamento entro fine 2026. Poste si aspetta la chiusura dell’operazione di offerta su Tim nel «quarto trimestre del 2026»