Lotta al sommerso
In queste settimane, le imprese hanno iniziato a ricevere una comunicazione da parte dell’Inps nella quale viene evidenziato al titolare un discostamento contributivo, vale a dire una irregolarità rispetto ad alcuni parametri che, messi insieme, vanno a comporre il cosiddetto Indice sintetico di affidabilità contributiva, in sigla Isac. Per comprendere di cosa si tratta, è opportuno fare un passo indietro. L’introduzione sperimentale degli Isac nasce nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, Missione 5, Componente 1, Riforma 1.2 “Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso”. Il primo Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso risale agli anni 2021 e 2022, con i governi Conte-2 e Draghi; formalmente, il Piano nazionale è stato adottato con un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel dicembre del 2022. Successivamente, però, il governo Meloni è intervenuto nuovamente, per effetto della Decisione di esecuzione del Consiglio dell’Unione europea n. 15114/24 del 12 novembre 2024 che ha apportato delle modifiche al Pnrr. Fra queste, anche la riformulazione della citata Riforma 1.2, relativa al “Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso”. Il decreto-legge 28 ottobre 2024, n. 160, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2024, n. 199, ha, così, introdotto in via sperimentale gli Isac, limitati nella fase di prima attuazione ad otto settori economici e produttivi, sul modello degli indicatori di affidabilità fiscale, già adottati in passato.