La spinta del Pnrr

Il decreto-legge 160/2024 rappresenta la fonte normativa dalla quale discende l’introduzione sperimentale degli indicatori sintetici di affidabilità contributiva. Nello specifico, l’articolo 1, comma 5, fissa la decorrenza degli stessi dal 1° gennaio 2026, con l’obiettivo di promuovere il rispetto degli obblighi in materia contributiva da parte degli esercenti attività di impresa, arti o professioni. I successivi commi 7 e 8 sempre dell’articolo 1 rimandano ad un decreto ministeriale, sentiti anche l’Inps e l’Ispettorato nazionale del lavoro, per l’approvazione, entro il 31 dicembre 2025 dei primi due Isac di settore economico e per la contestuale individuazione delle premialità e delle regole di aggiornamento ed esclusione. Il comma 8 prevede l’estensione degli Isac ad almeno altri sei settori a rischio evasione ed elusione contributiva entro il prossimo 31 agosto. In ragione di questo mandato, il Ministero del lavoro ha avviato una intensa fase di confronto che ha visto il coinvolgimento dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali maggiormente interessate dalla prima applicazione, vale a dire il commercio all’ingrosso alimentare e le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. In concreto, le parti presenti al tavolo tecnico di confronto hanno contribuito a meglio tarare lo strumento che si voleva mettere in campo. Un percorso lungo, che partiva da un punto ben preciso, il meccanismo degli Isa dell’Agenzia delle entrate, con, però, delle dinamiche complesse.