Ma il divario con il Nord continua a rimanere elevato
Nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto a ritmo più sostenuto nel Mezzogiorno: +3,38% su base annua contro il 2,84% registrato nel resto del Paese. Lo rivela un’analisi curata da Unioncamere e dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, ricordando che il gap tra il Nord e il Sud rimane notevole, con il reddito pro-capite del Settentrione che supera di circa il 50% quello del Meridione. A livello territoriale, Milano si conferma al primo posto con 36.188 euro a testa. A seguire Bolzano e Monza e della Brianza, rispettivamente con 32.680 e 30.182 euro. Sul fronte opposto, Foggia chiude la graduatoria con 14.953 euro, preceduta da Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro). «La mappa del reddito disponibile ci fornisce un quadro articolato che da un lato smentisce lo stereotipo di un Sud statico contro un Nord dinamico», anche se «al Sud il reddito disponibile pro-capite resta inferiore di 23 punti percentuali rispetto alla media italiana», commenta il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito. Si conferma, inoltre, il primato delle città metropolitane, definite «veri hub di potenzialità, con un reddito pro-capite superiore del 14% rispetto alle altre province». A pesare sono le retribuzioni, più alte di circa un terzo, sostenute dalla concentrazione di attività direzionali meglio pagate e dal più elevato costo della vita.