Entra nel vivo la discussione sul disegno di legge della ministra Locatelli

Con l’audizione da parte della Commissione affari sociali della Camere dei deputati dei rappresentanti e delle rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, in calendario il 24 marzo, nel pomeriggio, entra nel vivo l’iter di conversione in legge del disegno di legge governativo in materia di riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari. Parliamo della figura del caregiver, più volte citata in diverse previsioni di legge, a partire dal 2017 e comprese almeno una dozzina di norme regionali, da non confondere con la figura dell’assistente familiare; nel primo caso, siamo davanti ad una attività volontaria e non retribuita di un congiunto verso un proprio familiare, mentre nell’altro è una attività professionale retribuita. La quantificazione della platea dei caregiver, come evidenziato chiaramente dal Cnel, che presenterà il suo rapporto il 27 marzo, è una operazione alquanto complessa. In totale, considerando tutte le casistiche, quindi da una assistenza di poche ore a settimana ad una a tempo pieno, le persone coinvolte sarebbero poco meno di sette milioni. La norma promossa dalla ministra Alessandra Locatelli guarda, nello specifico, al caregiver a tempo pieno, riconoscendo, oltre ad alcune misure di sollievo, pure un contributo economico mensile. La norma nazionale, si chiarisce, è destinata a convivere con le disposizioni già approvate su base regionale.