Proseguono i raid in Libano. Missili su Tel Aviv

Non si arresta la guerra in Medio Oriente. Oggi il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato l’uccisione di un altro leader iraniano, il ministro dell’Intelligence, Esmail Khatib. La sua morte segue quelle di ieri del segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale di Teheran, Ali Larijani, e del comandante della forza paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani. Israele ha poi denunciato l’utilizzo da parte dell’Iran di bombe a grappolo, quasi a conferma di come Teheran non sembri al momento disposta ad allentare le tensioni nonostante le importanti perdite. «Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate» e non si poggia «su un singolo individuo», ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista ad al Jazeera. Rispondendo a una domanda sulla morte di Larijani – del quale proprio oggi si è tenuta la cerimonia funebre –, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato, citato dalle agenzie russe, che Mosca condanna «senza riserve» l’uccisione dei leader iraniani. Nel frattempo le forze israeliane proseguono i raid in Libano contro Hezbollah, che nelle ore precedenti avrebbe tentato di lanciare un ampio attacco ai danni di Israele. Questa sera a Riad, l’Arabia Saudita ospiterà un vertice con i ministri degli Esteri di paesi arabi e islamici sulla «sicurezza» nella regione. Nello specifico, il ministero degli Esteri arabo ha riferito su X di una «riunione ministeriale consultiva» con «l’obiettivo di ulteriori consultazioni e coordinamento sulle modalità per sostenere sicurezza e stabilità nella regione».