di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL
Un appuntamento molto importante che è servito per confermare, ancora una volta, il profilo responsabile, si potrebbe anche dire istituzionale, della nostra Organizzazione sindacale che, da sempre, antepone gli interessi del Paese e della collettività agli interessi di parte. Nella giornata del 16 marzo, l’Ugl ha incontrato, in un seminario riservato, il presidente del Cnel, professore Renato Brunetta, il presidente della Commissione Informazione sempre del Cnel, professore Michele Tiraboschi, e il direttore generale di Villa Lubin, la dottoressa Larissa Venturi. Al centro dell’attenzione, la riorganizzazione dell’Archivio nazionale della contrattazione collettiva e, più in generale, il ruolo stesso delle parti sociali nella definizione delle migliori condizioni di lavoro e retributive dei lavoratori e delle lavoratrici. Il carattere seminariale dell’evento, il primo del genere su questa tematica, ha permesso di avere un confronto franco, sereno, responsabile e, soprattutto, produttivo, come riconosciuto da tutti coloro che hanno partecipato. Intorno allo stesso tavolo, si sono infatti ritrovati, oltre ai tre alti rappresentanti del Cnel, la segreteria confederale (nel dibattito, moderato dal nostro delegato al Cnel, Fiovo Bitti, sono intervenuti, fra gli altri, il vicesegretario generale vicario, Luigi Ulgiati, e il vicesegretario Luca Malcotti), oltre venti fra segretari nazionali di categoria o loro rappresentanti, nonché alcune nostre strutture (in particolare, Ugl Lab, con il presidente Maurizio Castro che ha approfondito il tema della relazione fra contrattazione, welfare e territorio, Ugl Next ed Edizioni sindacali). Molti gli aspetti affrontati che, sicuramente, rientreranno nel dibattito dei prossimi mesi. Il Cnel si è posto l’obiettivo di procedere alla riorganizzazione dell’Archivio nazionale entro il mese di ottobre. Un impegno molto complesso, ma sicuramente necessario per sgomberare il campo da alcune visioni distorte della realtà, che è, allo stesso tempo, amministrativo e politico. Amministrativo, perché si tratta di dare organicità ad una massa enorme di contratti collettivi, distinguendo fra chi opera in maniera seria e strutturata, come è il caso della nostra Organizzazione sindacale che la prossima settimana festeggerà i suoi primi settantasei anni di vita, e chi, invece, si inventa soggetti improbabili, sindacali o datoriali, soltanto per alimentare quel fenomeno di dumping contrattuale che non ci appartiene. La riorganizzazione dell’Archivio ha, però, anche un risvolto politico perché serve a mettere in evidenza la qualità della contrattazione collettiva. Aspetti che sono emersi con chiarezza anche negli interventi del sottosegretario al Ministero del lavoro, Claudio Durigon, e del presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto, che, con il loro contributo, hanno arricchito di ulteriori contenuti il nostro seminario del 16 marzo. Ci aspettano settimane intense, ma l’Ugl è presente.