di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Se, giustamente, è necessaria una riflessione approfondita sul possibile impatto negativo delle nuove tecnologie, IA in primis, sul mondo del lavoro e sulla tenuta dei livelli occupazionali, ed oggi ne ho diffusamente parlato su Latina Oggi, questi nuovi strumenti, però, con adeguati investimenti in formazione continua, riqualificazione professionale e innovazione, possono anche rivelarsi utili. Non solo dal punto di vista della crescita economica, ma anche da quello della sicurezza sul lavoro, se utilizzati a questo fine dalle imprese e dallo Stato. Un esempio ci viene offerto da una ricerca, resa nota nell’ambito della manifestazione internazionale Dronitaly, che stima che l’uso esteso di droni ispettivi nei cantieri potrebbe evitare tra i 35 e i 70 infortuni mortali ogni due anni nel settore edile. La differenza sostanziale offerta dalle nuove tecnologie applicate al settore della sicurezza sul lavoro – non solo cantieri, naturalmente, ma anche ambienti industriali, mondo agricolo, logistica, trasporti – è, infatti, la capacità di prevenire gli incidenti grazie all’osservazione ed all’analisi del contesto di lavoro, verificando e segnalando situazioni di rischio in tempo reale. Innanzitutto, rilevando la presenza o meno dei dispositivi di protezione previsti dalla legge, ma anche avvisando in caso di condizioni pericolose e fuori norma nell’ambiente di lavoro, come macchinari guasti, gas tossici, principi di incendio, livelli di rumore o vibrazioni eccessive, accesso di persone non autorizzate. IA e ICT possono poi analizzare i dati storici per evidenziare le situazioni a maggior rischio infortunio e monitorare l’integrità e lo stato di usura dei macchinari. Esistono, inoltre, dispositivi indossabili dai lavoratori, utili a valutare costantemente le condizioni fisiche del lavoratore stesso e dell’ambiente in cui opera, assistendo nelle procedure di sicurezza e attivando soccorsi automatici in caso di incidenti, o anche macchinari che potrebbero occuparsi dell’ispezione di ambienti pericolosi, come cisterne ed altre aree confinate o aree in quota, lasciando ai lavoratori un controllo da remoto, per minimizzare i rischi, come anche altri utili a “collaborare” con gli esseri umani nel maneggiare carichi pesanti o lavorazioni tossiche. Infine, l’uso di questi mezzi tecnologici nella formazione del personale, tramite, ad esempio, esercitazioni con realtà virtuale. La sfida, anche di fronte a questi strumenti inediti, che generano sia interesse che preoccupazione, è, ancora una volta, di tipo culturale ed in questo senso è fondamentale il ruolo del sindacato: bisogna porre al centro dell’attenzione prima di tutto la tutela della vita umana e la dignità del lavoro, facendo in modo, anche attraverso adeguati incentivi, che la tecnologia sia utilizzata per scopi socialmente utili, per renderla non un nemico, ma un alleato, dell’essere umano.