Dopo la lunga fase preparatoria, l’Inps invia le prime comunicazione

Anche se, almeno formalmente, la riforma, che introduce l’indicatore sintetico di affidabilità contributiva (cosiddetto Isac), è entrata in vigore il 1° gennaio scorso, nel concreto le prime mosse sono partite soltanto in queste settimane, dopo una lunga fase preparatoria che ha visto un confronto costante fra Ministero del lavoro, Ispettorato nazionale del lavoro, Inps e parti sociali. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali maggiormente interessate alla riforma sono stati, infatti, coinvolti nella costruzione dello strumento e nella predisposizione di tutti gli atti necessari. In queste settimane, l’Inps ha avviato una sperimentazione pilota, consistente nell’invio di una comunicazione ad un campione di imprese di due settori produttivi, vale a dire commercio all’ingrosso alimentare e servizi alberghieri ed extra-alberghieri. Nella mail, l’Istituto, come chiarito peraltro nella circolare 26/2026, comunica all’impresa lo scostamento della stessa dagli indici messi a punto con l’analisi incrociata di una serie di dati. Non si tratta, in questa fase, di un vero e proprio accertamento, ma di una sorta di avviso bonario a mettersi in regola con i versamenti contributivi o a fornire documentazione utile a giustificare lo scostamento. Nei prossimi mesi, l’Isac sarà esteso anche ad altri settori produttivi, dopo un ulteriore confronto con sindacati e imprese.