L’azione di Guardia di finanza e Ministero ha inciso sulle false aziende edili
Si annunciano mesi molto intensi sul versante del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Salvo che per le misure che potranno beneficiare di uno slittamento, fra giugno e agosto, larga parte delle attività dovranno concludersi. Come evidenziato anche in occasione della discussione parlamentare sul decreto-legge 19/2026, si guarda all’avvicinarsi della scadenza temporale con qualche preoccupazione. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno focalizzato l’attenzione, in particolare, sulle Missioni 5, componente 2, e 6, rispettivamente politiche sociali e sanità. Il timore è che gli enti locali e le aziende sanitarie possano incontrare degli imprevisti proprio in dirittura d’arrivo. Intanto, cominciano a farsi i primi conti. Secondo i dati forniti da Unioncamere, il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha avuto un impatto molto importante sull’occupazione nel settore dell’edilizia, con quello che, soltanto a prima vista, potrebbe sembrare un paradosso: a fronte di una crescita del 26,7% degli occupati, si è registrata una diminuzione delle imprese edili. La contrazione delle imprese edili, in realtà, è facilmente spiegabile con, da una parte, l’azione avviata dalla Guardia di finanza di contrasto alle false fatturazione legate al Superbonus e, dall’altra, dall’introduzione della patente a crediti, che ha segnato una forte discontinuità insieme alle misure di lotta al sommerso.