Vertice presieduto dal capo dello Stato, Sergio Mattarella: «L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ribadito dal presidente del Consiglio in Parlamento» 

«Grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino Medio Oriente e nell’area del Mediterraneo». E ancora: «Nel pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione», viene espressa «forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili. L’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche. Per l’insieme di queste ragioni l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento». Sono alcuni dei passaggi salienti della nota diffusa al termine della riunione al Quirinale del Consiglio supremo di difesa, presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al vertice hanno partecipato anche, tra gli altri, il premier Meloni, i ministri Tajani (Esteri), Piantedosi (Interno), Crosetto (Difesa), Giorgetti (Economia), Urso (Imprese e Made in Italy) e il capo di Stato maggiore della difesa, Luciano Portolano. Sempre nella giornata di oggi si è tenuta una riunione a Palazzo Chigi riguardo «la situazione della nave LNG Arctic Metagaz, battente bandiera russa, che trasporta consistenti quantitativi di gas, olio pesante e gasolio e che da alcuni giorni si trova alla deriva, senza equipaggio, nel Mar Mediterraneo». «Premesso che l’imbarcazione si trova attualmente all’interno della zona SAR maltese, il governo italiano – si legge nella nota di Palazzo Chigi – ha assicurato al governo de La Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento».