Camera e Senato chiedono, però, al Governo di modificare alcuni punti
Via libera con osservazioni da parte di Camera e Senato allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sulla parità salariale fra uomo e donna per lo stesso lavoro. La direttiva in questione è la 970 del 2023 che deve trovare applicazione negli Stati membri, Italia compresa, entro maggio. Come si ricorderà i rappresentanti e le rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono state audite nelle scorse settimane nell’ambito dell’indagine conoscitiva. In quella occasione, i sindacati hanno promosso alcuni correttivi, diversi dei quali si ritrovano ora fra le osservazioni promosse delle commissioni Lavoro di Camera e Senato. Ricordato che il Governo può recepire o meno tali osservazioni, come previsto dalla normativa che regola lo strumento del decreto legislativo, una delle modifiche richieste porta all’allargamento della platea anche ad alcune tipologie contrattuali al momento escluse. Il riferimento è all’apprendistato, al lavoro intermittente e al lavoro domestico. Del resto, come detto dalla Ugl, è già nell’apprendistato che può generarsi una differenza salariale che poi si trascina negli anni a seguire, in quanto è rimessa al datore di lavoro il livello di inquadramento dell’apprendista. Fra le modifiche richieste, pure quella di chiarire meglio le nozioni di stesso lavoro e di lavoro di pari valore; si tratta di aspetti utile ad evitare fraintendimenti.