Il presidente del Consiglio risponde così l’indomani della sua proposta di un tavolo di confronto con le opposizioni sulla crisi in Iran

L’invito resta valido, ma «corre l’obbligo, per ristabilire quanto accaduto, di rispondere alle dichiarazioni della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, relativamente all’appello all’unità che ho rivolto ieri, in aula, alle opposizioni». L’indomani della proposta di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi sulla crisi in Iran, giunta durante le sue comunicazioni in Parlamento, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è tornata sull’argomento, dopo le posizioni espresse da esponenti e leader dei partiti di minoranza, tra i quali proprio Schlein, che aveva chiesto al premier di «posare la clava». «Il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico – ha ricordato Meloni in una dichiarazione –, a fronte del quale l’opposizione ha risposto con accuse, ironie e perfino insulti personali. Altri, invece, sempre nell’opposizione, hanno cominciato ad accampare condizioni surreali per sedersi al tavolo, chiarendo come non vi fosse alcuna disponibilità ad avviare questo confronto. I toni che io ho utilizzato nella replica, invece, sono rimasti rispettosi. Nessuna clava, nessuna mancanza di rispetto, nessun insulto. Questa è la realtà che chiunque può verificare riguardando il dibattito parlamentare. Se non vi è disponibilità da parte dell’opposizione a un coordinamento sulla crisi lo rispetto, ma non se ne dia la responsabilità a me». «A dimostrazione di quello che dico – le conclusioni del presidente del Consiglio –, confermo che il mio invito resta valido. Se l’opposizione ha cambiato idea e intende davvero collaborare nell’interesse dell’Italia, lo dica chiaramente invece di accampare pretesti o condizioni. In questo caso, il governo è pronto ad aprire un tavolo di confronto».