Lo rende noto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, riportando i dati raccolti dai Centri antiviolenza attivi sul territorio nazionale

Nel 2024 «poco più» di 36.500 donne hanno affrontato il loro percorso di uscita dalla violenza con l’aiuto di uno dei 406 Centri antiviolenza attivi sul territorio nazionale. Lo rende noto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, osservando che si tratta di un numero in crescita: dai dati emerge un aumento del 12,1% di donne rispetto al 2023 (le donne erano 31.700 nel 2023 e 26mila nel 2022). Si tratta perlopiù di donne tra i 30 e i 49 anni (54,4%), anche se poi risulta difficile «delineare il profilo» di queste donne, «dato che molte informazioni non sono presenti nei dati trasmessi dai Centri» antiviolenza, il 37,2% dei quali si trova al Nord e il resto nel Centro (21%) e nel Sud (30,6%) e nelle Isole (11,2%). Sappiamo, però, che «una quota rilevante di donne, quando ha iniziato il percorso, viveva con i figli (62,2%) o con il partner (44%)». Sappiamo anche che, «tra le donne che stanno affrontando il percorso di uscita dalla violenza, il 64,5% ha subìto una violenza fisica, il 52,3% una minaccia, il 10,4% ha subìto uno stupro o tentato stupro». Considerevole anche la quota di quante hanno denunciato di aver subìto anche una violenza economica – impossibilità di usare il proprio reddito o di conoscere l’ammontare del denaro disponibile in famiglia…-, pari al 39,7% (circa 14.450). Dal rapporto dell’Istat emerge anche una conferma: gli autori della violenza si trovano soprattutto tra le persone con cui la donna ha legami affettivi importanti. Nel 52,8% dei casi è il partner della donna a perpetrare le violenze , nel 26,1% si tratta di un ex partner, nel 10,7% è un altro familiare o parente.