Nel corso del suo intervento al G7 Finance di lunedì, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, riferendosi all’impatto economico di quanto sta accadendo in Medio Oriente, ha detto che «non dobbiamo dimenticare la lezione della guerra contro l’Ucraina. Il rischio economico che stiamo affrontando è, ancora una volta, una fiammata provocata dall’improvviso aumento dei prezzi dell’energia». Per quanto riguarda invece le previsioni degli analisti, che si aspettano un cambiamento della politica monetaria da parte della Banca centrale Europea, il titolare del dicastero economico ha poi lanciato un monito, avvertendo che «sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria». Secondo i previsori, infatti, l’Eurotower potrebbe decidere di aumentare i tassi d’interesse almeno due volte entro la fine dell’anno, una decisione alla quale si affiancherebbero anche altre banche centrali. Il ministro è poi intervenuto alla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles, ricordando che il costo dell’energia «distrugge il potere d’acquisto delle famiglie e altera la competitività delle nostre imprese». «L’Italia – ha precisato – è leader in Europa per produzione manifatturiera ma non ha indipendenza energetica: un mix che in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo diventa pericoloso. Instabilità energetica mette a rischio non solo la competitività delle nostre aziende ma anche la nostra sicurezza economica». Per l’Europa, ha proseguito – non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina. Agire subito stoppando i prezzi dell’energia prima che si diffondano su tutti i beni di consumo come nel 22».