Trump: «Nessun accordo se non la resa incondizionata»
«Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non la resa incondizionata» e «dopo la selezione di uno o più leader grandi e accettabili, noi, insieme ai nostri meravigliosi e coraggiosi alleati e partner, lavoreremo instancabilmente per riportare l’Iran dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai». Questo il messaggio del presidente Usa, Donald Trump. La guerra in Iran, ormai estesa ad altri paesi, continua a registrare attacchi reciproci. Israele ha preso di mira Teheran e Beirut, in Libano, dove sta rispondendo ai missili di Hezbollah (secondo alcune stime sarebbero quasi 500 mila gli sfollati). Le Guardie della rivoluzione islamica hanno invece comunicato di aver lanciato una nuova ondata di missili contro Israele. Su X, nel frattempo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha reso noto che «alcuni paesi hanno avviato iniziative di mediazione». «Sia chiaro – ha anche aggiunto –: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto». Italia, Paesi Bassi e Spagna – quest’ultima nonostante le posizioni contrarie all’intervento militare deciso da Stati Uniti e Israele – contribuiranno insieme a Grecia e Francia all’invio di unità navali in difesa di Cipro. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha avuto un colloquio telefonico – come lui stesso ha riferito su X – con il sultano dell’Oman e con l’emiro del Qatar, ai quali ha espresso «solidarietà e sostegno» da parte di Madrid al cospetto degli «ingiustificabili attacchi» dell’Iran. «Missili e droni seminano solo paura e mettono in pericolo vite innocenti. Dobbiamo costruire la pace e la sicurezza che tutti meritano», ha concluso Sanchez nel suo post su X.