di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
In occasione della Giornata internazionale della donna, l’analisi dei dati più recenti offre l’opportunità di riflettere sulla condizione femminile nel mondo del lavoro italiano, sui progressi compiuti e sulle criticità ancora presenti. I dati Istat restituiscono un quadro complesso, anche se in graduale miglioramento, con squilibri ancora presenti che richiedono politiche strutturali e una visione di lungo periodo. Se il tasso di occupazione totale ha raggiunto il livello record del 63%, con oltre 24 milioni di occupati, scomponendo il dato per genere l’occupazione femminile si attesta tra il 52% e il 53%, mentre quella maschile supera il 70%. Il divario, anche se negli ultimi anni si è registrato un progressivo miglioramento della situazione, resta quindi significativo, pari a circa 17-18 punti percentuali, confermandosi come una delle principali criticità strutturali del mercato del lavoro italiano. Un elemento particolarmente rilevante riguarda il fenomeno dell’inattività. In Italia una quota significativa di donne tra i 15 e i 64 anni non lavora e neanche cerca lavoro, spesso a causa delle difficoltà legate alla conciliazione tra occupazione e responsabilità familiari, una fra le cause principali della mancanza di effettive pari opportunità. In questo contesto, lo sviluppo dei servizi per l’infanzia e il rafforzamento delle politiche di sostegno alla genitorialità rappresentano fattori determinanti per ridurre le disuguaglianze esistenti. Accanto al tema dell’occupazione emerge anche quello delle condizioni lavorative: le donne risultano maggiormente rappresentate nei contratti part-time e nei lavori a bassa retribuzione. In Italia, infatti, una quota molto elevata dei lavoratori con salari bassi è costituita da donne. Anche il divario salariale resta una questione aperta: la retribuzione oraria media femminile risulta inferiore rispetto a quella maschile e, considerando il reddito complessivo annuale, il gap può arrivare a circa il 20%, una distanza che deriva dalla maggiore diffusione tra le donne di contratti part-time o discontinui e da una minore incidenza della retribuzione accessoria. Un altro tema riguarda le competenze e la necessità di una maggiore inclusione delle ragazze nei percorsi formativi Stem, per favorirne un migliore accesso al mondo del lavoro. Infine, il tema territoriale, con un Nord Italia nel quale il tasso di occupazione femminile supera il 60% ed alcune regioni del Mezzogiorno dove, invece, resta al di sotto del 40%. Problemi annosi e complessi da risolvere, ma da affrontare, per questioni di giustizia sociale, ma anche per le ricadute demografiche ed economiche, per favorire la crescita di tutta la comunità e dell’intero Paese.
Donne di Lavori, Donne di Valori, al via domani l’edizione 2026
Domani alle 19 il Teatro Rossini di Roma ospiterà la consegna del Premio UGL “Donne di Lavori, Donne di Valori 2026”, l’evento annuale organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Donna. La serata, condotta da Cesare Rascel con la partecipazione straordinaria di Manuela Villa, vedrà la presenza di esponenti del mondo politico, professionale e culturale e sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook di Ugl Confederazione. Il riconoscimento andrà a donne che si sono distinte per competenza e professionalità in diversi ambiti, dalla musica allo sport, dalla scienza al giornalismo, fino alle forze armate, all’imprenditoria, alla scuola e alla danza.