Prevenire rincari energetici e ricadute occupazionali, salvaguardando stabilità sociale e sistema produttivo
di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

A seguito dell’attacco congiunto condotto da Israele e Stati Uniti contro l’Iran e della reazione del regime degli Ayatollah rivolta anche contro gli Stati del Golfo, in un contesto geopolitico che già era segnato da profonde tensioni e da equilibri estremamente fragili, il rischio di un prolungamento e di una estensione del conflitto impone una riflessione attenta, non solo sotto il profilo politico, umanitario e della sicurezza, ma anche rispetto alle conseguenze economiche, sociali e occupazionali per tutto il mondo e, dal nostro punto di vista, soprattutto per l’Italia. Le tensioni nell’area del Golfo, infatti, stanno già determinando significative oscillazioni nei mercati energetici internazionali. Particolare apprensione suscita la situazione dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per l’approvvigionamento globale di petrolio e gas e crocevia fondamentale per gli scambi commerciali. Un eventuale blocco o anche solo un rallentamento dei traffici marittimi in quell’area avrebbe effetti immediati sui costi delle materie prime energetiche, con inevitabili ripercussioni sull’inflazione, sulla competitività delle imprese e sulla sostenibilità dei bilanci familiari. L’Italia, fortemente dipendente dalle importazioni di energia, rischia di subire un nuovo shock sui prezzi, con conseguenze dirette sulle capacità produttive delle imprese e sul potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati. A pagarne il prezzo sarebbero soprattutto le fasce più fragili della popolazione e quei settori produttivi maggiormente esposti all’aumento dei costi energetici, con possibili ricadute anche sul piano occupazionale. Non possiamo permettere che una crisi internazionale si traduca in una nuova emergenza sociale interna e per questo è indispensabile agire con tempestività e responsabilità. È necessario attivare un sistema di monitoraggio costante dell’evoluzione della crisi e predisporre misure preventive per contenere eventuali rincari, sostenere le imprese strategiche e garantire la tutela dei livelli occupazionali. Per queste ragioni un confronto costante, attraverso la convocazione urgente di un tavolo tra Governo e parti sociali, sarebbe indispensabile per condividere analisi, valutazioni e possibili interventi. Solo attraverso un dialogo strutturato e una strategia condivisa sarà possibile salvaguardare la stabilità economica e sociale del Paese, difendendo il lavoro e la coesione sociale in una fase di grande incertezza internazionale.

Donne e Ugl

Presentato ieri alla Camera il Premio UGL “Donne di Lavori, Donne di Valori 2026”, con la conferenza stampa promossa dall’On. Federico Mollicone. L’evento-spettacolo di premiazione, dedicato al talento femminile nei vari ambiti istituzionali, lavorativi, scientifici e culturali, in occasione della giornata internazionale della donna, si terrà sabato 7 marzo 2026, presso il Teatro Rossini di Roma. A ricevere il riconoscimento, tra le altre, Manuela Villa, Bianca Simonassi, Mirella Chiattone, Cristina Chiuso, Suor Monia Alfieri, Gen. Div. CC Simonetta De Guz, Ida Molaro, Beatrice Venezi e Oriella Dorella.