Coperta una platea di 2,7 milioni di addetti. Proseguono le audizioni sulla direttiva Ue
Prosegue l’attività conoscitiva del Parlamento sullo schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva europea nel 970 del 2023, relativa alla parità di retribuzione fra uomini e donne per lo stesso lavoro e per la stessa posizione lavorativa. Dopo l’audizione alla Camera, i rappresentanti e le rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono state sentite anche dalla competente commissione del Senato, mentre il giorno prima era stata la volta delle associazioni datoriali. La direttiva introduce degli obblighi in capo al datore di lavoro che è tenuto a raccogliere i dati sulle retribuzioni ordinarie e sulle voci straordinarie e variabili distinte per sesso. I lavoratori e le lavoratrici possono chiedere al datore di lavoro, direttamente o per il tramite dei propri rappresentanti sindacali, di avere contezza dello stato dell’arte. Le organizzazioni sindacali hanno proposto alcune modifiche allo schema di decreto legislativo. Fra i punti di dibattito, l’estensione della normativa pure ai contratti di apprendistato e al lavoro intermittente. Intanto, le audizioni sono state l’occasione per fare il punto sulla certificazione di parità. Essa non rappresenta un vincolo, ma è sicuramente un elemento di sostenibilità sociale molto apprezzato dai consumatori. Al momento, sono 12.317 le imprese certificate, che coprono una platea di 2,7 milioni di dipendenti, di cui il 43,12% formato da donne.