Droni iraniani colpiscono ambasciata Usa in Arabia Saudita

La reazione iraniana agli attacchi coordinati di Stati Uniti e Israele non si è arrestata nelle ultime ore, estendendo significativamente le rappresaglie ad altri paesi vicini. Nella notte droni di Teheran hanno colpito l’ambasciata statunitense di Riad, in Arabia Saudita, una mossa che Washington – viene fatto sapere – non intende lasciar passare in secondo piano. Nel frattempo le forze di Israele, che ieri hanno condotto una serie di operazioni in Libano ai danni di Hezbollah, hanno intensificato in queste ore le operazioni su Teheran, prendendo di mira il quartier generale del regime. «Abbiamo colpito la testa del polipo iraniano e ora stiamo lavorando per distruggere e tagliare i suoi tentacoli», ha scritto in un post su X il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz. «Il coordinamento e la cooperazione tra il livello politico e quello della sicurezza non sono mai stati così stretti. L’operazione “Roar of the Lion” continuerà con tutta la forza necessaria», ha quindi aggiunto. Da parte sua, in una dichiarazione diffusa nella giornata di oggi, il ministero degli Esteri iraniano ha avvertito gli Stati europei a non unirsi alla guerra avviata da Stati Uniti e Israele. In precedenza Londra e Parigi non avevano escluso interventi di difesa alle proprie basi e postazioni nella regione. Intanto la Cina è tornata a esprimere la propria contrarietà allo scenario che si è venuto a creare. La portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning, ha sottolineato che l’intervento militare in Iran «viola il diritto internazionale» e ha esortato le parti a un «rapido ritorno al dialogo e ai negoziati».