L’evoluzione dei sistemi produttivi incide direttamente anche sulla domanda di competenze. La diffusione di tecnologie digitali avanzate, l’introduzione di modelli produttivi sostenibili e l’accelerazione dei processi di transizione energetica stanno trasformando il fabbisogno professionale delle imprese, determinando una crescente richiesta di competenze tecniche, digitali e interdisciplinari. «In questo scenario – commenta Egidio Sangue, direttore di FondItalia – la formazione continua assume un ruolo sempre più strategico. La velocità con cui evolvono tecnologie e modelli organizzativi rende infatti sempre meno sufficiente la sola formazione iniziale, mentre diventa essenziale la possibilità di aggiornare competenze e professionalità lungo tutto l’arco della vita lavorativa. L’aggiornamento professionale – prosegue Sangue – rappresenta quindi uno strumento fondamentale per sostenere la competitività delle imprese e l’occupabilità dei lavoratori, facilitando l’adozione delle innovazioni e la gestione delle transizioni tecnologiche e ambientali». Particolarmente rilevante risulta il ruolo delle piccole e medie imprese, che costituiscono una componente essenziale del sistema innovativo europeo e contribuiscono alla diffusione capillare dell’innovazione nei territori. Le analisi dell’European Patent Office evidenziano come una quota significativa dell’attività brevettuale europea sia riconducibile al sistema delle piccole e medie imprese e ad inventori individuali, confermando il valore strategico dell’innovazione diffusa nei sistemi economici europei. La competizione tecnologica globale, trainata dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dalla digitalizzazione dei processi produttivi, rende sempre più centrale il tema delle competenze. E dunque la capacità di integrare ricerca, innovazione industriale e sistemi di formazione rappresenta uno dei principali fattori per sostenere la competitività economica nel medio e lungo periodo.