Teheran: «Dagli States, richieste eccessive»
La situazione nel quadrante mediorientale rimane tesa, all’indomani del terzo round di colloqui tra i rappresentanti di Stati Uniti e Iran, a Ginevra, che puntano a raggiungere un’intesa sul programma nucleare di Teheran. Le due parti sarebbero «vicine» a un accordo, ha riferito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che guida la delegazione della Repubblica islamica, salvo poi invitare la controparte statunitense ad abbandonare le «richieste eccessive» (secondo indiscrezioni riportate dal “Wall Street Journal”, gli Usa chiedono lo smantellamento dei tre principali siti nucleari iraniani e la consegna di tutto l’uranio arricchito). Di «buoni progressi», ha parlato invece il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, presente a Ginevra come mediatore. «Riprenderemo presto dopo aver consultato le rispettive capitali. La prossima settimana si terranno discussioni a livello tecnico a Vienna», presso la sede dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha aggiunto, affidando l’annuncio a un post su X. Non mancano, purtroppo, alcuni segnali che rivelano un crescente pessimismo, a partire dalla «delusione» espressa da Jared Kushner e Steve Witkoff, che rappresentano Washington al tavolo delle trattative. In queste ore, gli States hanno autorizzato il personale non essenziale dell’ambasciata in Israele a lasciare il Paese; altrettanto ha fatto la Cina, che nelle ultime ore ha diffuso delle foto satellitari che immortalano i movimenti delle navi della marina militare americana nella regione, invitando i cittadini cinesi a lasciare il prima possibile l’Iran. Dalla Casa Bianca fanno trapelare che l’opzione militare rimane sul tavolo anche se, parlando al “Washington Post”, il vice presidente statunitense, J.D. Vance, ha escluso categoricamente il coinvolgimento in «una guerra in Medio Oriente per anni senza una fine in vista».