L’Italia è tra i paesi con le quote più basse: otto extra-Ue ogni mille abitanti
Secondo i più recenti dati dell’Eurostat – l’istituto statistico dell’Unione europea – nel 2024 l’Ue ha accolto 4,2 milioni di immigrati da Paesi esterni all’area, a cui si aggiungono 1,5 migrazioni di cittadini tra paese membri. Un numero che, specifica l’istituto, non contempla però i richiedenti asilo e/o i rifugiati dall’Ucraina che beneficiano di protezione temporanea per alcuni paesi. Secondo le stime, nel 2024 si potevano contare in media 9,2 immigrati provenienti da Paesi extra-UE ogni 1.000 residenti europei. Considerando il rapporto con la popolazione, Malta ha registrato il tasso più alto di immigrazione complessiva (60 immigrati ogni 1.000 abitanti residenti), seguita da Cipro (con 42 individui immigrati ogni 1.000 residenti) e Lussemburgo (con 38 su 1.000). All’estremo opposto, la Slovacchia è il paese che ha registrato il valore più basso, con appena un immigrato ogni 1.000 residenti; seguono Francia (con sei) e Italia, Lettonia, Bulgaria e Polonia, tutti con otto immigrati ogni 1.000 abitanti. Dall’analisi emerge poi che in quasi tutti gli Stati membri il numero di immigrati extra-UE ha superato quello proveniente da altri Paesi dell’Unione. A rappresentare un eccezione sono il Lussemburgo, dove l’85,5% degli arrivi era intra-UE, e Romania, dove la quota si è attestata al 56%. Le quote più elevate di immigrati extra-UE si sono registrate in Repubblica Ceca (87%), Italia (86,2%) e Spagna (84,5%).