AI: Italia candidata per una delle quattro gigafactory Ue. Meloni: «Governare l’impatto dell’IA sul lavoro è una responsabilità condivisa»
Il «nostro Paese si candiderà per l’allocazione di una delle quattro gigafactory europee sull’intelligenza artificiale con un consorzio che vede in campo le principali imprese italiane a cominciare da Leonardo e Fincantieri, insieme alla fondazione per l’intelligenza artificiale, con un unico progetto di sistema che si svilupperà in più realtà, consapevoli che l’Italia ha qualche vantaggio competitivo dovuto anche alla nostra geografia». Lo ha detto il ministro delle Imprese del made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo all’evento “IA e Lavoro” in corso al Tempio di Adriano a Roma organizzato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Vantaggio competitivo, dovuto anche alla nostra geografia, nel senso che «è qui, infatti, che approda una buona parte dei cavi a fibra ottica che uniscono l’Europa, l’America e l’Occidente con il Sud e l’Est dal nostro Mediterraneo». Dal canto suo, il ministro Calderone ha detto che «il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha affrontato la sfida di costruire un percorso di implementazione dell’intelligenza artificiale all’interno del mondo del lavoro che avesse ben chiaro in mente quale fosse la rotta e soprattutto quali erano le regole di ingaggio». «Abbiamo parlato di visione umanocetrica del lavoro e abbiamo certamente parlato di un’impostazione che ci consente di utilizzare la tecnologia al servizio dell’uomo, per il progresso dell’uomo, per il progresso della società. Nel riformare le politiche di inclusione sociale e lavorativa, il governo Meloni ha fatto una scelta, quella di individuare il percorso di inclusione sociale attraverso il lavoro. Questo – ha aggiunto – è il nostro obiettivo».