Risorse già stanziate, per 3,5 miliardi, con le due ultime leggi di bilancio

La pubblica amministrazione prova ad accelerare sul versante del rinnovo dei contratti collettivi, venendo così incontro alle sollecitazioni che arrivano dalle federazioni di categoria di varie sigle sindacali, su tutte la Cisl e la Ugl, e anche per scardinare l’opposizione della Cgil, che, peraltro, finisce per ripercuotersi proprio sui lavoratori e le lavoratici del pubblico impiego. In ordine di tempo, l’ultimo intervento ha riguardato il comitato di settore della sanità che ha dato il via libera, per la prima volta nella storia, agli atti di indirizzo per il rinnovo dei contratti collettivi per i medici e per gli infermieri e le altre professioni del triennio 2025/2027. Una accelerazione, si diceva, che arriva in concomitanza con la sottoscrizione finale dell’intesa 2022/2024 dei medici. Per effetto della sottoscrizione dell’accordo, i medici contrattualizzati avranno in busta paga, già a marzo, un incremento medio di 491 euro, con quasi 7mila euro di arretrati. Tornando all’avvio della trattativa per i rinnovi contrattuali per il triennio 2025/2027, si ricorda che le ultime due leggi di bilancio hanno già previsto stanziamenti tali da assicurare una rapida firma, almeno per quanto attiene alla parte economica del contratto. Nel complesso, si tratta di 3,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono le risorse già previste per il triennio successivo, vale a dire 2028/2030.