STOP & GO
Ex Ilva, sospesa l’attività dal Tribunale di Milano. Con una precisa indicazione: regole ambientali da rifare o impianti chiusi da agosto 2026
Il Tribunale di Milano ha ordinato lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto dal 24 agosto di quest’anno se non verranno garantiti i diritti alla salute dei cittadini. Sono stati 11 residenti del Comune di Taranto a fare richiesta al Tribunale di Milano, competente in quanto la sede legale della società è nella capitale lombarda, che ha deciso e ordinato quanto sopra «a tutela dei ricorrenti e delle altre persone residenti in Taranto…da rischi attuali di pregiudizi alla salute». Il procedimento stabilisce che non è stato interamente rispettato il decreto Aia, pubblicato nell’agosto 2025, che autorizza la produzione a carbone per 12 anni, vincolandola, però, a 472 prescrizioni ambientali, evidentemente in parte non adempiute. La sospensione dell’attività produttiva «avrà efficacia a decorrere dal 24 agosto 2026. Entro tale termine, Acciaierie d’Italia Spa in amministrazione straordinaria, Acciaierie d’Italia Holding spa in amministrazione straordinaria, Ilva spa in amministrazione straordinaria «potranno adoperarsi per ottenere un’integrazione dell’Aia 2025 che abbia ad oggetto l’indicazione di tempi certi e ragionevolmente brevi entro i quali gli studi di fattibilità, i piani ed i cronoprogrammi menzionati nelle prescrizioni ritenute illegittime dovranno trovare effettiva attuazione ed impegnandosi a tale tempestiva attuazione», è precisato nella nota. Il provvedimento del Tribunale – trasmesso alla Corte di giustizia dell’Unione europea, come da richiesta – essendo «non esecutivo» non è forzatamente attuabile tramite l’ufficio giudiziario. Lo diventerà «solo se non impugnato nei termini di legge».