Il ministro per i Rapporti con il Parlamento torna a ribadire quanto già sostenuto dal premier Meloni. L’invito di Nordio: «Parliamo ora in avanti solo di contenuti»

«Il governo va avanti comunque, sia che il referendum venga approvato, sia no. Il governo andrà avanti comunque fino alla fine della legislatura». Il concetto è chiaro e a ribadirlo stavolta è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, intervenuto oggi a Ping Pong su Rai Radio 1. La linea del governo in definitiva è sempre la stessa: quella del 22 e 23 marzo sarà una consultazione referendaria sul sistema della giustizia, un tema fondamentale per i cittadini, al di là di qualsiasi tentativo di trascinare la campagna sulla personalizzazione del voto. Al riguardo era anche già intervenuta Giorgia Meloni, nell’intervista rilasciata a Sky Tg24, alcuni giorni fa. La precisazione di Ciriani arriva in un momento in cui il dibattito appare ancora incandescente, nonostante gli appelli – non ultimo quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – alla moderazione. L’ultima polemica coinvolge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, il quale ha poi spiegato che il suo riferimento a cosa voterebbe Putin è stato «una battuta in una chiacchierata informale con i cronisti». Ma tanto è bastato alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, per sostenere che l’esortazione del capo dello Stato è rimasta inascoltata. Mentre i sondaggi continuano a premiare il “sì”, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha riconosciuto nelle scorse ore che i toni nelle ultime settimane sono stati esagerati. «Devo dire che alcuni toni sono stati particolarmente antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati. Parliamo ora in avanti solo di contenuti», ha dichiarato Nordio al Forum Ansa.