Prima audizione sullo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 970
Primo passaggio in Parlamento per lo schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, volta a rafforzare l’applicazione del principio di parità di retribuzione fra uomini e donne per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati, infatti, auditi dalla commissione lavoro del Senato, mentre mercoledì prossimo sarà la volta della competente commissione della Camera. La direttiva si applica a tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, per gli aspetti non disciplinati dal diritto nazionale e nel rispetto della normativa Ue, con riferimento a tutti i contratti di lavoro subordinato (tempo indeterminato, tempo determinato, anche parziale), comprese le posizioni dirigenziali. Sono esclusi gli apprendisti, i lavori domestici e il lavoro intermittente. Il tema della parità salariale è sicuramente centrale e complesso. Mentre i sindacati erano impegnati in audizione, il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps evidenziava, nel suo rendiconto di genere 2025, il permanere di un forte gap retributivo, aspetto che poi si riflette sull’ammontare dell’assegno pensionistico erogato: la differenza media è superiore al 20%, con punte che arrivano addirittura al 46%. La direttiva, naturalmente, non interviene a monte sul differenziale, ma contribuisce a migliorare la conoscenza sul fenomeno.