A gennaio immatricolazioni in calo del 3,5%. Male Germania
Partenza negativa per il mercato europeo delle auto: dopo la crescita del 2,4% registrata alla fine del 2025, le immatricolazioni di gennaio risultano in calo del 3,5% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Anche peggiore il confronto con il 2019, che mostra un calo delle immatricolazioni del 21,6%. Un andamento che, secondo il Centro studi Promotor, è legato prevalentemente «alla politica per la transizione energetica varata dall’Ue che ha fortemente penalizzato l’industria europea dell’auto e con l’industria anche l’economia dell’Unione e i livelli occupazionali». Il centro studi ricorda poi che «il 16 dicembre l’Ue ha comunicato una lieve attenuazione del rigore ecologista, ma per recuperare il terreno perduto rispetto al resto del mondo le misure annunciate non sono certo sufficienti». Tra i cinque principali mercati dell’area, quelli andati meglio sono l’Italia, la Spagna ed il Regno Unito, con crescite rispettivamente del 6,2%, del 3,4% e dell’1,1%, mentre Germania (-6,6%) e Francia (6,6%) hanno riportato diminuzioni. Anche in questo caso, il livello risulta ancora inferiore a quello pre-pandemico per tutti e cinque i Paesi: in Italia il calo rispetto al gennaio 2019 è del 14,1%, in Francia del 30,9%, in Germania del 27%, nel Regno Unito del 10,5% e in Spagna del 21,8%. Per recuperare quanto perso, secondo il presidente del centro studi Gian Primo Quagliaro, «occorrerebbe un deciso cambio di rotta nella politica dell’Unione Europea per la transizione energetica nell’auto, politica decisamente fallimentare perché, non solo ha messo in una crisi gravissima il settore dell’auto, ma sta anche ottenendo risultati molto modesti sul terreno della transizione energetica».