Nuovo round di colloqui previsto giovedì a Ginevra
Venti di guerra, nonostante i tentativi di trovare una soluzione alla crisi diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Da una parte, infatti, si prosegue con il dialogo sul programma nucleare di Teheran: giovedì sono previsti nuovi colloqui tra le delegazioni a Ginevra, a cui dovrebbe prendere parte – secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Isna, che cita un funzionario informato sulla questione – anche il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi. Tuttavia le attenzioni sono concentrate sulle intenzioni del presidente statunitense, Donald Trump. Da giorni si rincorrono voci sulla possibilità di un attacco mirato e limitato contro l’Iran, volto a esercitare pressioni per il raggiungimento di un accordo. Ma nelle ultime ore alcuni media, il New York Times in particolare, hanno scritto dell’ipotesi di un’operazione più ampia nei prossimi mesi nel caso in cui un’intesa non dovesse arrivare. E sempre il New York Times parla di un piano della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, relativo alla sua successione, a conferma, cioè, di timori di un intervento militare da parte delle forze americane. Certo è che diverse ambasciate stanno invitando i propri concittadini a lasciare la Repubblica islamica, circostanza ora ribadita da quella indiana, tra le altre, dopo il precedente appello di inizio gennaio. Nel frattempo Teheran, tramite il portavoce del ministero degli Esteri, fa sapere che qualsiasi attacco statunitense, fosse anche limitato e chirurgico, verrebbe considerato a tutti gli effetti come «un atto di aggressione».