È molto forte il legame fra la qualità dell’abitazione e i cambiamenti climatici

Premesso che la discussione è, di fatto, appena partita, il documento del Parlamento è destinato comunque ad incidere sulle conclusioni. Sono tre i pilastri: rafforzare la legislazione eurocomunitaria per individuare alcuni standard condivisi; individuare le risorse finanziare e i meccanismi per sostenere gli investimenti; rafforzare le politiche pubbliche. Rispetto al primo pilastro, le indicazioni di massima portano ad una integrazione con gli obiettivi di contrasto ai cambiamenti climatici, ad un chiarimento delle politiche nazionali, alla promozione dei diritti e della sicurezza degli inquilini. Con riferimento al secondo pilastro, si insiste sull’espansione delle iniziative europee, anche grazie ad un uso strategico dei fondi europei, dalla Coesione al Pnrr, fino ad arrivare al fondo sociale per i cambiamenti climatici. Ed ancora, sempre con riferimento al secondo pilastro, si parla pur di modelli finanziari innovativi e di allineamento degli incentivi fiscali. Il terzo pilastro guarda, invece, al rafforzamento degli interventi in ambito locale, anche con riferimento alla governance, al potenziamento dell’analisi dei dati e al monitoraggio degli interventi, al coinvolgimento delle associazioni di inquilini e delle comunità locali nella coprogettazione degli interventi. Da ultimo, si guarda al sostegno della ricerca e allo scambio di conoscenze. Un tema che dovrebbe esplicitarsi, ad esempio, nello studio dei costi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e sull’efficacia del partenariato pubblico-privato.