Entro fine mese, partiranno le prime 500 missive nell’ambito della riforma Isac
Dal Ministero del lavoro e dall’Inps arriva la conferma sui tempi di attuazione della riforma, legata al Piano nazionale di ripresa e resilienza, che adotta anche sul versante della regolarità contributiva il modello seguito con il fisco. Come anticipato ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle associazioni datoriali, entro la fine del mese partiranno le prime 500 lettere relative al cosiddetto Isac, vale a dire l’indice sintetico di affidabilità contributiva. Le missive, in questa fase iniziale, verranno inviate ad imprese del commercio all’ingrosso e dell’alberghiero, i primi due settori individuati. Seguiranno almeno altre 12mila comunicazioni entro marzo degli stessi settori produttivi, mentre per l’allargamento della platea ad altri sei settori produttivi, ancora da individuare, si dovrà aspettare l’estate. La lettera, come chiarito dal Ministero, non rappresenta un accertamento formale, ma una segnalazione preventiva di eventuali incongruenze riscontrate dall’incrocio di una serie di parametri che riguardano, fra le altre cose, il personale, i macchinari, gli investimenti, la produzione. Le imprese, in un’ottica di compliance, potranno fornire eventuali chiarimenti, interagendo con l’Inps, evitando così una successiva visita ispettiva che, a quel punto, si tradurrebbe in un accertamento formale da parte degli ispettori con tanto di sanzioni e di prescrizioni ad adempiere.