AI: nasce la “Commissione per il controllo umano” presso l’Onu. In risposta alla «paura» e al «clamore» che l’intelligenza artificiale crea nel mondo, annunciata durante il World AI Summit concluso a Nuova Delhi

Definita così non è molto rassicurante: è nata la “Commissione per il controllo umano” per regolamentare l’AI. L’ha istituita l’Onu in risposta alla paura dilagante nel mondo – e soprattutto tra i lavoratori – dell’intelligenza artificiale. Secondo quanto dichiarato dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, durante il World AI Summit concluso ieri a Nuova Delhi, «la scienza informa, ma gli esseri umani decidono. Il nostro obiettivo è rendere il controllo umano una realtà tecnica, non uno slogan». Guterres, che ha chiesto «meno clamore e meno paura» intorno all’IA, ha così annunciato la formazione di una commissione di 40 scienziati internazionali «per ampliare la nostra conoscenza dell’IA e valutarne gli effetti concreti sulle economie e sulle società, in modo che tutti i Paesi, indipendentemente dalle loro capacità in materia di IA, abbiano la stessa chiarezza». Presente al Summit anche il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, in rappresentanza del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per partecipare ai bilaterali istituzionali e agli incontri con le imprese italiane. «La partecipazione italiana si inserisce nel quadro del rafforzamento del partenariato strategico tra Italia e India e conferma l’impegno del Governo a promuovere l’intelligenza artificiale come leva per una crescita inclusiva, uno sviluppo equo e sostenibile. Il Summit mira a rafforzare le capacità globali nel settore attraverso azioni multilaterali concrete, favorendo un’innovazione condivisa e responsabile, con particolare attenzione al capitale umano, all’inclusione sociale, alla sicurezza e affidabilità dei sistemi, alla resilienza, alla ricerca scientifica e alle applicazioni per lo sviluppo economico e il bene comune», è scritto in una nota diffusa dallo stesso ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per Guterres, «se vogliamo che l’IA sia al servizio dell’umanità, la nostra politica non può basarsi su congetture, clamore o disinformazione». «Quando capiremo cosa i sistemi possono e non possono fare, potremo adottare misure di sicurezza più intelligenti e adeguate al rischio». Nel frattempo, però, si naviga “a vista”, gli esseri umani hanno i loro tempi, mentre la tecnologia viaggia a velocità supersonica. «L’innovazione nell’AI sta avanzando alla velocità della luce e supera la nostra capacità collettiva di comprenderla, per non parlare di governarla». Appunto.