L’annuncio del ministro dell’Interno dopo la decisione del tribunale di Palermo. «Il calo degli sbarchi sta dando ragione alle politiche del governo», ha poi aggiunto

«Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio. Quando è stato possibile l’abbiamo impugnato. Quindi anche in questo caso faremo così». Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha annunciato la volontà del governo di impugnare la sentenza del tribunale di Palermo sul caso Sea Watch, per la quale è previsto il risarcimento di 76 mila euro dell’Italia alla ong tedesca per il blocco, ritenuto illegittimo, della nave nel giugno del 2019. «Quello che voi chiamate blocco navale – ha poi proseguito il titolare del Viminale a margine dell’inaugurazione dell’ufficio PolMetro della Questura di Roma alla Stazione Termini – è un’ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa». Quanto alle misure dell’esecutivo in materia di flussi migratori, ha aggiunto Piantedosi, «io segnalo solo che con le politiche di questo governo c’è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari. Guardate i numeri che riguardano anche quest’anno il calo degli sbarchi, quindi vuol dire che il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione alle politiche del governo».