Le famiglie dell’area euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie. In Germania, Spagna e Italia i prezzi per le famiglie sono più elevati di circa il 100%
Nell’odierno bollettino della Bce, si affronta la “questione energia” oggi in primo piano in Italia con l’approvazione del decreto-legge contenente misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Secondo la Bce in Italia le famiglie pagano l’elettricità il doppio dell’industria. Non è una novità, visto che, da tempo, il nostro Paese sconta problemi strutturali. Ma la Bce certifica che, in generale, le famiglie dell’area dell’euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Tutte le componenti della bolletta risultano più care. In Francia e nei Paesi Bassi le famiglie pagano circa il 64 e il 20% in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Fenomeno «ancora più marcato in Germania, Spagna e Italia, dove i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati di circa il 100%». Nonostante ciò, per la Bce «l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale», anche se «le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali a livello mondiale e delle tensioni geopolitiche in atto». L’iniziativa del governo Meloni, dunque, è la risposta – seppure sia chiaro che occorrono interventi più strutturali, anche a livello europeo – ai problemi evidenziati dal bollettino Bce. Con il provvedimento, ha spiegato il ministro dell’Energia, Gilberto Pichetto Fratin, «interveniamo su una priorità assoluta: garantire energia a prezzi più bassi per famiglie e imprese, con risparmi effettivi. Il governo ha scelto ancora una volta la strada della concretezza, per la competitività del sistema Paese e per la crescita economica». Altra novità importante, sottolineata, dal premier Giorgia Meloni è l’introduzione di fatto «di un meccanismo che introduce il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas».
DL Bollette: la risposta italiana per famiglie e imprese
Abbassare le bollette delle famiglie, contenere i costi energetici per la competitività delle imprese e favorire la decarbonizzazione delle industrie, gli obiettivi del decreto approvato ieri in Consiglio dei ministri. Vediamo le misure principali. Misure a favore delle famiglie: contributo di 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale pari a 200 euro annui, con un beneficio complessivo di 315 euro all’anno. Contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per 4,5 milioni di famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro e non titolari di bonus sociali. Misure a favore delle imprese: contributo sulla bolletta elettrica di 431 milioni per 2026, 500 milioni per il 2027, 68 milioni per il 2028, per tutte le imprese (sconto di 3,4 euro/MWh per il 2026, di 4 euro/MWh per il 2027 e di 0,54 euro/MWh per il 2028). Risorse che derivano da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP applicata alle imprese di alcuni comparti del settore energetico. Contributo sulla bolletta elettrica di 850 milioni per le imprese, corrispondente a 6,8 euro al MWh. Previste, inoltre, misure a favore di tutti i consumatori di gas e degli utenti del sistema elettrico e gas.