di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
L’Italia attraversa una stagione demografica complessa, con un costante calo delle nascite ed un contemporaneo allungamento dell’aspettativa di vita, con la conseguenza di uno sbilanciamento della composizione anagrafica della popolazione verso le fasce d’età più alte: un combinato disposto che incide sulla coesione sociale, sul welfare, sulla capacità di innovazione e sulla stessa sostenibilità del sistema. Perciò la questione demografica deve essere al centro dell’agenda pubblica, con strategie strutturali e lungimiranti. Sostenere la genitorialità significa ridurre gli ostacoli – economici, organizzativi, culturali – che rendono difficile per le giovani generazioni scegliere di avere figli. In questo quadro, anche il rafforzamento dell’occupazione femminile rappresenta una leva decisiva: senza un mercato del lavoro capace di valorizzare il talento delle donne e di garantire strumenti di conciliazione efficaci, ogni politica per la natalità rischia di restare incompiuta. È in tale contesto che va letta con favore la nuova iniziativa dell’Inps, che ha presentato il portale unico per la famiglia e la genitorialità, che riunisce in un unico spazio 40 prestazioni dell’Istituto e oltre 300 servizi di altre pubbliche amministrazioni, accessibile anche tramite app con Spid o Carta d’identità elettronica. Le misure per figli e genitorialità interessano oggi oltre 10 milioni di ragazzi e 6,5 milioni di nuclei familiari, ma sono molti di più coloro che ogni anno interagiscono con l’Inps. L’obiettivo è chiaro: semplificare l’accesso a bonus, congedi e sussidi, organizzandoli per “eventi della vita”, dalla gravidanza alla nascita, dall’adozione alla crescita dei figli fino alla disabilità, con anche servizi in coordinamento con altri enti, come la richiesta del codice fiscale per i minori o la scelta del pediatra. Come ha sottolineato il presidente dell’Inps Gabriele Fava, in un contesto demografico fragile anche la complessità amministrativa diventa un costo macroeconomico, mentre il ministro per la Famiglia e la Natalità Eugenia Roccella ha evidenziato come strumenti orientamento efficaci contribuiscano a far percepire la vicinanza dello Stato. Il portale non introduce nuove prestazioni, ma rende più accessibili e comprensibili quelle esistenti, un passo importante verso una digitalizzazione inclusiva. Naturalmente, la semplificazione non basta da sola a invertire la tendenza demografica, ma creare un ambiente istituzionale più favorevole, meno gravato da burocrazia e più attento ai bisogni concreti delle famiglie, è una condizione necessaria. La sfida demografica richiede un impegno corale: politiche del lavoro, sostegni economici, servizi territoriali e innovazione amministrativa devono procedere insieme. Solo così sarà possibile restituire fiducia alle giovani generazioni e rafforzare le basi sociali ed anche demografiche del Paese.