«L’Europa deve guardare alla transizione verso l’autonomia strategica»

Il «mercato interno si sta risvegliando: se guardo alla crescita dello scorso anno, è stata solo dell’1,5%, ma è stata trainata interamente da consumi e investimenti, mentre le esportazioni hanno dato un contributo negativo». Così la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, nel corso del suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza, andato in scena nel fine settimana a Monaco. La già direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha poi evidenziato che «l’Europa cresce in tempi di crisi, l’Europa è più forte e migliora insieme in tempi di crisi». Secondo Lagarde, dopo le due crisi vissute in poco tempo, l’Europa si trova oggi di fronte ad un’ennesima sfida: «il calcio nel sedere che abbiamo ricevuto tutti a seguito del cambiamento di atteggiamento del presidente Trump nei confronti dell’Europa, e non sto liquidando la questione, sto solo dicendo che questo è ciò che sta accadendo in questo momento, e che avvicina molto di più i leader europei e i politici, e questo deve continuare». Oggi, secondo la numero uno dell’Eurotower, l’Europa deve guardare «alla transizione verso l’autonomia strategica» perché se un tempo «l’interdipendenza economica – che si è notevolmente approfondita negli ultimi decenni – era considerata una fonte di stabilità, oggi è una fonte di vulnerabilità». È quindi «necessario un approccio mirato: comprendere i nostri punti di forza e di debolezza a livello granulare e valutare costi e benefici». Le strategie, ha precisato Lagarde, «non sono tutte uguali e, senza chiarezza, possono avere effetti contrari agli obiettivi prefissati».