Lo rende noto Confartigianato in un rapporto diffuso alla vigilia della “Giornata nazionale del gatto”

«L’amore per gli animali si traduce in un mercato in forte espansione». Confartigianato commenta così i dati, diffusi alla vigilia della “Giornata nazionale del gatto” che si celebra il 17 febbraio, che fotografano l’andamento della pet economy nel nostro Paese, dove una famiglia su tre possiede «almeno» un animale domestico. Secondo Confartigianato, nel 2024 la spesa per prodotti e servizi per animali da compagnia ha toccato i 6.747 milioni di euro, pari al 76% in più rispetto a dieci anni fa, «a fronte di un aumento medio del 9,4% della spesa complessiva delle famiglie, evidenziando un dinamismo nettamente superiore alla media dei consumi». Una grossa fetta della spesa è stata destinata a prodotti come alimenti, farmaci veterinari, articoli per la toelettatura e accessori (5.415 milioni, pari all’80,3% del totale); il resto, invece, per pagare i servizi veterinari, di toelettatura, addestramento e ospitalità (1.332 milioni di euro, 19,7%). «Il dinamismo della domanda si riflette sull’offerta», rileva Confartigianato, registrando un impatto significativo sul fronte occupazionale: dal rapporto emerge che che sono 3.440 le imprese artigiane attive nei servizi di cura degli animali da compagnia, pari al 59,0% delle 5.826 imprese totali del comparto e danno lavoro a 4.231 addetti pari al 53,9% del totale del settore (7.848 addetti). Su base annua le imprese artigiane dei servizi di cura degli animali crescono del 5,2% e in dieci anni sono quasi raddoppiate (+92,3%). «I nostri dati confermano che la passione degli italiani per gli animali domestici non è solo un fenomeno sociale, ma un vero motore economico capace di generare occupazione, nuova imprenditorialità artigiana e valore aggiunto diffuso sui territori. Un segnale chiaro: la pet economy è ormai una componente strutturale dei consumi e del tessuto produttivo del Paese», è stato il commento del presidente di Confartigianato, Marco Granelli.