L’analisi territoriale delle denunce di infortuni in occasione di lavoro evidenzia risultati molto discordanti. Nel 2025 rispetto al 2024, l’Inail evidenzia incrementi nel Lazio (+3.124), nella provincia autonoma di Bolzano (+861), in Sicilia (+773), in Veneto (+695), in Abruzzo (+109), in Calabria (+108) in Basilicata (+58), nelle Marche (+57), in Molise (+35) e in Valle d’Aosta (+17). Segnano, invece, un calo, la Toscana (-800), la Lombardia (-764), l’Emilia-Romagna (-564), la Liguria (-502), Il Piemonte (-385), la Campania (-253), il Friuli Venezia-Giulia (-170), la provincia autonoma di Trento (-168), la Sardegna (-88), la Puglia (-74) e l’Umbria (-22). Si tratta, però, soltanto di una parte dell’informazione. Il Lazio, pur registrando un incremento degli infortuni, registra ancora poco meno di 30mila infortuni, posizionandosi più indietro rispetto alla Lombardia (71.967 denunce), all’Emilia-Romagna (55.287 casi), al Veneto (50.380 accadimenti) e alla Toscana (33.901). Subito dietro al Lazio, si posiziona il Piemonte (27.478), mentre le altre regioni sono decisamente più indietro, con la sola Puglia che supera, seppure di poco, le 20mila denunce. In Campania, le denunce sono state 14.855; nella provincia di Bolzano, 13.957; in Liguria, 12.897; in Friuli Venezia-Giulia, 11.403. Agli ultimi cinque posti, troviamo Valle d’Aosta (1.048), Molise (1.223), Basilicata (2.835), la provincia di Trento (6.153) e la Calabria (6.517). L’analisi territoriale delle denunce di infortuni in itinere segna incrementi in Emilia-Romagna (+1.061), in Lombardia (+522), in Campania (+457), in Toscana (+401), in Veneto (+181), nella provincia autonoma di Bolzano (+165), in Sardegna (+150), in Piemonte (+124), in Sicilia (+100), nelle Marche (+44), in Calabria (+38), in Liguria (+33), in Puglia (+16), in Friuli Venezia-Giulia (+15) e in Abruzzo (+7). Le denunce sono, invece, in calo in Umbria (-138), nella provincia autonoma di Trento (-52), nel Lazio (-8), in Basilicata (-7), nella Valle d’Aosta (-3) e in Molise (-2).