Una leggera riduzione per gli infortuni mortali in occasione di lavoro, ma anche un sensibile incremento di quelli in itinere. È questo, in sintesi, quello che emerge dalla lettura di questa parte del rapporto Inail, appena pubblicato. Nel 2025 si sono rilevate 792 denunce di infortuni in occasione di lavoro con esito mortale; nel 2024, erano stato 797, per cui la riduzione è quantificabile nello 0,63%, poca cosa, quindi. L’incidenza delle denunce di infortuni in occasione di lavoro sul totale delle denunce con esito mortale (al netto degli studenti) è poco più bassa rispetto all’incidenza delle denunce in occasione di lavoro con esito non mortale. Ricordato che nel secondo caso l’incidenza è superiore all’80%, guardando alle denunce di infortuni mortali, l’incidenza è scesa dal 74% del 2024 al 73% del 2025. Le cinque unità in meno sono distribuite premiando, in particolare, la componente femminile, che scende da 47 a 43 denunce (-8,51%), mentre la componente maschile passa da 750 a 749 denunce (-0,13%). Decisa impennata sul versante delle denunce di infortuni in itinere con esito mortale: nel sono state 293, a fronte delle 280 rilevate nel 2024, con un incremento del 4,6%. Il dato è sempre al netto di quello relativo agli studenti. L’aspetto più preoccupante è quello che rimanda alla distribuzione di genere, in quanto si registra una fortissima impennata delle denunce di infortunio mortale in itinere fra le donne: si passa da 32 a 51 casi, con un +59,4%. In diminuzione, invece, i casi rilevati per la componente maschile, passata da 248 a 242 accadimenti (-2,42%).