di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Marina Calderone, nel corso del suo intervento al Consiglio informale Ue dei Ministri del Lavoro, nella Sessione «Occupazione, politica sociale, salute e consumatori», ha illustrato la linea del governo italiano su lavoro e giustizia sociale. Una strategia positiva, che ha prodotto e sta ancora producendo risultati notevoli, con cifre record in termini di tasso di occupazione,  disoccupazione e crescita dei contratti a tempo indeterminato, raggiunti anche per mezzo della leva fiscale. Il passaggio, poi, «dalle precedenti politiche passive verso percorsi attivi di formazione, qualificazione e riqualificazione» , è un metodo che l’Ugl condivide appieno, dato che il lavoro è la strada maestra, sostenibile a lungo termine, per favorire inclusione e benessere e dato anche il fatto che era necessario puntare sulla formazione per colmare uno dei principali gap che comprime la crescita economica, occupazionale e sociale del nostro Paese, ossia il mismatching tra le competenze richieste dalle imprese e quelle in possesso di chi cerca un lavoro, giovani e non solo, soprattutto sul fronte Stem e nuove tecnologie. Tecnologie, intelligenza artificiale in primis, che secondo il ministro vanno affrontate con un «approccio umano centrico», una giusta presa di posizione, per evitare che il processo di modernizzazione comporti costi sociali elevati, un tema molto complesso che si lega a quello della formazione e che vede l’Italia impegnata attraverso la creazione di un Osservatorio nazionale sull’IA, per studiare il fenomeno, e la piattaforma Siisl, per utilizzare in modo socialmente utile le nuove tecnologie. Importante l’impegno sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro, ma ancora resta molto da fare per abbassare in modo significativo la tragica conta annuale delle vittime del lavoro, puntando, di nuovo, sulla formazione, ma anche su un costante rafforzamento dei controlli. Resta il nodo del potere d’acquisto di stipendi e salari, per colmare un divario, rispetto agli altri grandi Stati europei, accumulato nel corso degli scorsi anni. Certamente apprezzabile l’intervento strutturale sul cuneo fiscale, rivendicato dal ministro, così come le altre iniziative sul fronte dell’incentivazione ai rinnovi contrattuali. Ora bisogna insistere su contrattazione decentrata e partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese per ottenere un salto di qualità ormai non più rinviabile, sia a fini sociali che di sostegno ai consumi interni. Infine, e questo resta il tema di fondo, come ricordato dalla stessa Calderone, il mondo del lavoro necessita di un rilancio complessivo della competitività europea, quindi di efficaci politiche industriali, commerciali ed energetiche, unico modo per garantire, a cascata, effetti positivi dal punto di vista della quantità e qualità dell’occupazione e della crescita dei redditi da lavoro.