Peskov: «Se Meta dialogherà con la Russia sarà sbloccato»

Il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di indirizzare le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà statale. A renderlo noto è stata la stessa società, che fa capo a Meta (il colosso che, tra le altre cose, controlla anche Facebook e Instagram), in un post su X. «Cercare di isolare oltre cento milioni di utenti da comunicazioni private e sicure – si legge nel comunicato – è un passo indietro e non può che portare a una minore sicurezza per i cittadini russi. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi». Pronta la risposta del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che all’agenzia di stampa Tass ha spiegato che «si tratta di una questione di conformità alle leggi russe. Se Meta si conformerà, avvierà un dialogo con le autorità russe e allora ci sarà la possibilità di raggiungere un accordo». «Se la società – ha avvertito – continuerà a mantenere la sua posizione intransigente e, direi, a dimostrare un’assoluta riluttanza a rispettare le leggi russe, allora non ci saranno possibilità». Secondo la motivazione sventolata dalle autorità russe, Whatsapp verrebbe usato per organizzare attività terroristiche e per mettere a segno truffe ai cittadini. Già negli ultimi giorni, l’Autorità di Mosca per il controllo delle telecomunicazioni aveva imposto restrizioni a Telegram, invitando le persone residenti nel paese a utilizzare il servizio di messaggistica MAX, lanciata nel settembre scorso con la sponsorizzazione del governo.