L’Istat aggiunge che il 73,9% delle famiglie vive in case di proprietà, il 19,6% sono quelle che vivono in affitto
Il patrimonio abitativo in Italia è aumentato leggermente, nel biennio 2021-2023. Lo rende noto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, riferendo che le unità abitative hanno raggiunto le 35,6 milioni di unità (+1%). Esistono forti differenze a livello territoriale: al Nord si contano quasi 16,5 milioni di abitazioni, al Centro circa 6,7 milioni, al Sud oltre 8,1 milioni e nelle Isole poco più di 4,2 milioni. Analizzando i dati raccolti dall’Istat, si scopre che le abitazioni occupate da persone residenti hanno superato i 26 milioni, pari a circa il 73% dell’intero patrimonio abitativo (+1,4% rispetto al 2021); quelle non occupate oppure occupate da persone non residenti ammontano a 9,5 milioni e sono rimaste «sostanzialmente stabili» rispetto alla precedente rilevazione censuaria. Interessante, poi, anche un’altra statistica che consente di comprendere (ancora) meglio il fenomeno. La seguente: il 73,9% delle famiglie vive in case di proprietà, il 19,6% sono quelle che vivono in affitto e il 6,5% in abitazioni occupate ad altro titolo (uso gratuito o altre forme). La proprietà della casa in cui si vive è più diffusa nelle Isole e nel Nord-est (74,9%), mentre il valore più basso è quello del Sud (72,4%).